15 Ottobre 2025 - 17 Dicembre 2025

IN ALTRE PAROLE

Teatro Manzoni Roma - Via Monte Zebio, 14/C, 00195 Roma RM

Rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea
XX edizione
Ideata da Pino Tierno
A cura di Miriam Mesturino e Pino Tierno

Dal 15 ottobre al 17 dicembre 2025 il Teatro Manzoni di Roma ospita la XX edizione della rassegna internazionale di drammaturgia contemporanea IN ALTRE PAROLE ideata da Pino Tierno, a cura di Miriam Mesturino e Pino Tierno. Cinque appuntamenti, per conoscere testi contemporanei inediti, provenienti da diversi paesi, con la partecipazione di autori, attori, registi, traduttori in un continuo confronto col pubblico e addetti ai lavori e che vede il coinvolgimento diretto delle rispettive ambasciate.

 

Di seguito il calendario degli appuntamenti:

 

15 ottobre – ore 17.30

C(R)ASH di Rupert Henning

traduzione di Alessandra Griffoni

a cura di Ferdinando Ceriani

con Roberto Ciufoli, Chiara Baschetti, Sebastiano Gavasso

 

Una giovane coppia si è appena trasferita in una vecchia casa acquistata a un prezzo sorprendentemente basso, convinta di aver trovato il luogo ideale per iniziare una nuova vita. L’arrivo inatteso di un poliziotto del quartiere interrompe la loro spensieratezza e innesca un confronto teso, dove emergono segreti, fragilità e illusioni legate al lavoro, al denaro e ai rapporti di coppia. La casa diventa simbolo ambiguo di stabilità e inganno, riflesso di un sistema economico e sociale fragile e ingiusto. Tra ironia e tensione in crescendo, il testo esplora le crepe di un benessere e una tranquillità solo apparenti.

 

RUPERT HENNING

Nato a Klagenfurt, in Austria, è scrittore freelance, attore, regista teatrale e cinematografico. Dal 1984 ha iniziato a pubblicare poesie e racconti, dedicandosi poi anche al teatro, alla scrittura di sceneggiature e alla regia. Ha scritto oltre venticinque sceneggiature per cinema e televisione e partecipato a più di cento episodi di serie TV, ricevendo numerosi premi nazionali e internazionali. È cofondatore dell’Accademia del Cinema Austriaco e membro del suo consiglio.

 

29 ottobre – ore 17.30

LA TENEREZZA di Alfredo Sanzol

traduzione di David Campora

a cura di Siddhartha Prestinari

con gli allievi della Scuola Teatro Azione

 

  1. La regina Esmeralda, stanca delle catene imposte dagli uomini, affonda con un incantesimo l’Invincibile Armata e conduce le sue figlie su un’isola segreta per fondare una repubblica di sole donne. Ma l’isola non è deserta: vi abitano da vent’anni un taglialegna e i suoi due figli, che hanno giurato di vivere senza la compagnia femminile. Da questo incontro inatteso nasce un turbine di travestimenti, inganni, paure e desideri che mette alla prova le certezze di tutti. Con ironia e poesia, Sanzol trasforma lo scontro fra i sessi in un racconto universale sull’amore, la diffidenza e la fragile necessità di stare insieme.

 

ALFREDO SANZOL

Ha studiato Giurisprudenza all’Università di Navarra e Regia alla Reale Scuola di Arte Drammatica. Ha vinto diversi premi importanti: il Premio Max per “Delicades”, “Días estupendos” e “En la luna”, il Premio Ceres e nel 2017 il Premio Nazionale di Letteratura Drammatica per “La respiración”. È membro di associazioni teatrali come l’Associazione Spagnola dei Registi di Scena e la Sociedad General de Autores. Dal 1° gennaio 2020 è diventato direttore del Centro Drammatico Nazionale spagnolo.

 

19 novembre – ore 17.30

IL GRATTACIELO di Antonio Tabares

traduzione di Chiara Del Vecchio

a cura di Enrico Maria Lamanna

Con Blas Roca Rey e Stefano Messina

 

Due architetti, due amici, un sogno costruito insieme: innalzare un grattacielo che dia senso a una vita di lavoro condiviso. Ma proprio quando il successo sembra a portata di mano, Pablo annuncia di voler lasciare tutto, deciso a cercare un’altra strada. Emilio, legato al progetto e all’amicizia, tenta con ogni mezzo di trattenerlo, mentre intorno a loro si addensano segreti, paure e responsabilità familiari. Tra confessioni, silenzi e scontri, il grattacielo si trasforma in metafora di ambizioni, crisi e desideri irrealizzati. Una storia di amicizia e disincanto, che interroga sul prezzo dei sogni e sulla libertà di scegliere.

 

ANTONIO TABARES

Si è laureato in Scienze dell’Informazione presso l’Università Complutense di Madrid e ha lavorato come giornalista. Ha scritto numerose opere teatrali, messe in scena da grandi compagnie spagnole e per le quali ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali, tra cui il Premio Réplica. È stato anche finalista al Premio Max nella categoria di miglior autore per “La punta del iceberg”. Le sue opere sono state tradotte in varie lingue e in qualche caso adattate per il cinema.

 

26 novembre – ore 17.30

QUANDO LA TERRA TREMA di AA.VV. – Teatro arabo-ebraico di Giaffa

Traduzione di Maddalena Schiavo

a cura di Claudia Della Seta

con gli attori dell’Accademia Internazionale di Teatro

 

Il testo è un grido collettivo che attraversa lingue, identità e ferite. Sette autori israeliani e palestinesi reagiscono al conflitto e all’orrore con storie intime e brucianti: amori sospesi tra sirene e spari, coppie divise da confini invisibili, voci che cercano di parlare di pace mentre tutto intorno crolla. Ogni scena è un frammento di verità, un pezzo di vita in bilico tra paura e desiderio, trauma e resistenza. Sul palco, il terreno vibra come sotto un terremoto: eppure, in mezzo alle macerie, resta il coraggio di guardarsi negli occhi e tentare ancora la convivenza.

Teatro arabo-ebraico

 

IL TEATRO ARABO-EBRAICO DI GIAFFA è un’istituzione fondata nel 1998, che opera con due compagnie indipendenti — una araba e una ebraica ma anche in produzioni congiunte. Le produzioni bilingue spesso affrontano temi sociali, culturali e politici riguardanti identità, convivenza, conflitti locali, memoria storica, cercando di stimolare il dialogo tra comunità. È considerato da critici e spettatori come uno spazio “neutrale” o di mediazione, dove le differenze linguistiche, culturali e politiche si incontrano in un luogo artistico che, spesso a partire da esperienze personali o narrative, tenta di costruire un modello di dialogo e vicinanza.

 

17 dicembre – ore 17.30

CECHOV CABARET di Viliam Klimáček

traduzione di Zuzana Nemčíková e Lianna Nobile

a cura di Caterina Misasi

con gli allievi dell’Accademia Professionale Padiglione Ludwig

 

Nel 1896, dopo il fiasco del Gabbiano, Anton Cechov si rifugia a Melichovo e, tra visioni e depressione, si scopre trasformato in un pugile. Intorno a lui gravitano la sorella, gli amici medici, l’amata Lika e persino un’addestratrice di orsi, in un vortice di realtà e assurdo. La pièce mescola teatro e televisione, biografia e parodia, facendo di Cechov un protagonista disilluso e fragile, ossessionato dal fallimento e dalla ricerca di nuove forme artistiche. La sua vita privata, segnata da passioni e tradimenti, si intreccia con un mondo che lo trasforma in spettacolo. Tra satira e malinconia, l’opera riflette sulla fragilità dell’artista e sull’inganno della gloria.

 

VILIAM KLIMÁČEK

Scrittore, drammaturgo, poeta, regista, sceneggiatore e attore, ha studiato Medicina all’Università Comenius, lavorando come chirurgo e anestesista per circa nove anni prima di dedicarsi interamente al teatro. Nel 1985 è cofondatore del teatro alternativo GUnaGU, di cui è stato direttore artistico. Ha pubblicato poesie, narrativa, opere per bambini, drammi e testi per radio e TV, con uno stile che mescola ironia, surrealismo, gergo giovanile, parodia e forte impronta sociale. Ha ricevuto vari premi, tra cui il Premio Alfréd Radok per la migliore drammaturgia slovacca.