18 Dicembre 2023

PER I FIGLI DEL MONDO

Teatro Manzoni Roma - Via Monte Zebio, 14/C, 00195 Roma RM

Lunedì 18 dicembre ore 19.00

PER I FIGLI DEL MONDO

Due libri, due vite

Con Eraldo Affinati e Agostino Miozzo

Una serata condotta da Loretta Cavaricci

Sul palco il chitarrista Davide Lauricella

 

Due autori, due uomini che hanno scelto di intervenire “in soccorso del mondo”, due opere a confronto. Al Teatro Manzoni di Roma lunedì 18 dicembre alle ore 19.00 Scrittori in scena presenta PER I FIGLI DEL MONDODue libri, due vite, una serata speciale condotta dalla giornalista Rai Loretta Cavaricci che vede protagonisti gli scrittori Eraldo Affinati con il suo libro Delfini, vessilli, cannonate edito da Harper Collins e Agostino Miozzo con Il mio viaggio per Itaca, edito da Albatros Il Filo. Sul palco con composizioni inedite e differenti sonorità ispirate ai diversi angoli del mondo il chitarrista Davide Lauricella.

 

Cosa vuol dire essere adolescenti? Dove trovare gli amici? Come dobbiamo pensare agli antenati? Quante potrebbero essere le forme del coraggio? Perché non possiamo fare a meno di riflettere su Dio o sulla sua assenza? Cos’è l’esilio? In che modo interpretare la famiglia? Possiamo accettare la giustizia giuridica? Sono domande universali che rappresentano tappe spirituali per diventare finalmente adulti o restare eternamente bambini. In Delfini, vessilli, cannonate, titolo ricavato da un verso di Giorgos Seferis, Eraldo Affinati prova a rispondere, identificando, componendo e raccogliendo i tasselli più significativi della sua vita. Costruisce così un libro che è al tempo stesso una mappa interiore scandita da ventuno sezioni tematiche, una meditazione sull’esistenza umana, una riflessione sul senso attribuibile oggi alla lettura e alla scrittura. Grandi romanzieri, poeti classici e contemporanei popolano le sue pagine, alla maniera di compagni segreti e stelle polari, portando con sé nuovi interrogativi: dove ci trascinano le guerre? Come possiamo pensare l’Italia? Cos’è la vera libertà? Perché le macerie ci parlano? Chi è la madre? A quale memoria dobbiamo credere? Fino a che punto siamo disposti ad abbracciare nostro padre? La letteratura diventa carne viva e bussola insostituibile, ancorché fracassata dalla nuova dimensione digitale, per orientarci nel vuoto. Grazie alle opere, tracce luminose da seguire, possiamo ancora tentare di rispondere alle richieste estreme: quelle della responsabilità da esercitare nella Storia, della rivoluzione a cui non dovremmo mai rinunciare, della sapienza da ricercare comunque, della scuola da inventare sempre, della senilità da vivere, del tempo da affrontare.

 

Itaca è una metafora meravigliosa del viaggio della vita, in cui “il cammino” corrisponde alla meta, alla ricerca di una scelta esistenziale che per Agostino Miozzo si è identi­ficata nella solidarietà. Da medico volontario in Zimbabwe e in Etiopia, per diventare successivamente funzionario al Ministero degli Affari Esteri italiano, quindi direttore generale alla Protezione Civile; poi manager apicale nell’Unione Europea e in­fine, di nuovo al vertice della sua amministrazione, coordinatore del Comitato Tecnico Scienti­fico durante la pandemia. Più che una biogra­fia, l’autore analizza il suo percorso, racconta la sua verità, condividendo la ricchezza e la complessità delle esperienze vissute con un gruppo di giovani, curiosi ascoltatori. Essi sognano e in parte temono una carriera come la sua, hanno a cuore il futuro del pianeta, le relazioni che lo attraversano, la sua salute e i suoi popoli. Si confrontano con Agostino, con un mondo tutt’altro che tranquillo, che richiede scelte sagge e criticità da affrontare; un mondo di conflitti, tragedie naturali e non, dove a volte l’uomo, le sue strutture e la burocrazia rappresentano il primo nemico dell’uomo stesso. Sono pagine di avventura, dolore, successi e sfide che lo hanno accompagnato negli ultimi quarant’anni, in sintonia con il suo “capo” Guido Bertolaso con cui ha vissuto “vite parallele” in tante vicende che hanno interessato tutta la comunità internazionale dal momento della terribile carestia del Tigrai ­fino ai giorni del Covid.

 

 

Eraldo Affinati, scrittore e insegnante, è creatore della Scuola Penny Wirton che accoglie migranti e offre loro lezioni gratuite di lingua italiana. Racconta con Delfini, vessilli, cannonate, la sua autobiografia letteraria, il ruolo sociale della parola e le possibili forme del coraggio.

 

Agostino Miozzo, medico e protettore civile, per oltre quarant’anni impegnato nel soccorso dei popoli colpiti da epidemie, calamità, terremoti, ripercorre ne Il mio viaggio per Itaca le scelte di una vita al servizio delle emergenze, per aiutare ‘a casa loro’ chi ne è colpito.

 

 

Ingresso libero – prenotazione consigliata

Tel. 06.32.23.634 WhatsApp 327.89.59.298

e-mail eventi@teatromanzoniroma.it